mercoledì 14 giugno 2017

SPANDIMENTO FANGHI, MOZIONE BOCCIATA

Ieri sera ancora una volta ci siamo scontrati con una decisione sorprendente della maggioranza, che ha bocciato la mozione del MoVimento 5 Stelle che proponeva di dotarsi di un regolamento per lo spandimento dei fanghi in agricoltura, un fenomeno in crescita in Lombardia.
I rischi derivanti dallo spandimento fanghi nei campi agricoli sono molteplici: producono molestie olfattive e contengono sostanze inquinanti e agenti patogeni derivanti dalle attività industriali e artigianali e dagli scarichi domestici, che non sarebbero individuati dalla legge nazionale vigente.
Se prendiamo ad esempio la realtà della provincia di Pavia, meta della maggior concentrazione nazionale di spandimento fanghi, vediamo che in quell’area si registrano i dati epidemiologici più preoccupanti rispetto al resto della regione Lombardia, con un’incidenza di tumori record nazionale. La correlazione con l’inquinamento di suoli e falde non può essere esclusa. L’aria a giorni alterni è pulita in Pianura Padana, le falde, una volta impattate da antibiotici, nitrati, solventi e pesticidi non si ripuliscono facilmente. Nei fanghi usati in agricoltura potrebbero esserci particelle, che non hanno mai fatto parte del ciclo della natura e che il terreno non recepisce: negli anni possono inquinare la falda acquifera ed i terreni finendo nell’acqua e nel cibo.
Con queste premesse e con un solido apparato normativo, che dimostra come i Comuni siano legittimati a stabilire le aree in cui tale attività è consentita e di converso le aree in cui invece è vietata, abbiamo proposto all'amministrazione comunale di dotarsi di un regolamento, come già fatto dal Comune di Rodigo nel 2012, proponendo anche un modello concreto, predisposto dal Consorzio Tutela Suoli Agricoli Lombardi.
Ma non c'è stato nulla da fare. Secondo la maggioranza Pd, non vi è la necessità di normare questa attività a livello comunale. Sulla stessa linea anche l'opposizione con Suzzara Civica che ha ribadito come si debba stare attenti a non ledere le attività produttive.
Per noi al primo posto vengono la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente. Questione di punti di vista, ovviamente. Giudicate voi.

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